I tanti significati di una parola

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Le parole hanno tanti suoni e tanti significati. Ma la cosa curiosa è che le stesse parole, nella bocca di persone diverse, hanno suoni e significati differenti. Tra le labbra di qualcuno ‘galera’ suona duro e sospettoso e porta con sé le immagini di una giustizia assunta tout court, senza troppo discernimento e volontà di riflessione. Altrove invece, sulla bocca di chi la conosce perché l’ha vissuta – e viverla non significa aver commesso reati -, quella parola ha un suono semplice e diretto e significa un luogo che raccoglie in sé momenti ed esistenze carichi di vita. Vita che spinge per trovare una forma, uno spazio d’espressione e comunicazione ‘fuori’.

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Per questo Sapori Reclusi porta ‘fuori’ e con sé tanti significati, tanti suoni, tanti perché: perché ascolta e accoglie persone che le parole le pronunciano senza volontà di giudizio o pre-giudizio e crea momenti di condivisione che sono banchetti dell’anima. Come ieri sera, a Santena, nel ristorante Roma del cuoco Eugenio Dante Rosa. Si è mangiato certo, ottimi agnolotti al burro profumato di erbe e la Torinese, l’impanata di rubatà che si trova solo in Piemonte.

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E insieme alla bocca, si è aperto il cuore e si sono liberati i pensieri, per accogliere l’arte grafica di Gianni Chiostri, fumettista torinese che ha messo a disposizione alcune tavole umoristiche sul tema asparagi, e la mostra fotografica Il Gambero Nero di Davide Dutto, fondatore di Sapori Reclusi. La collaborazione con Detenzioni, associazione attiva sui temi carcerari, ha permesso la partecipazione dell’artista che meglio ha potuto pronunciare la parola ‘galera’ e raccontare i contrasti dell’anima che insorgono nella reclusione e nella migrazione da terre lontane. Berte Bakary arriva dal Mali e la sua voce racconta di un mondo diverso: si definisce “attore-narratore afroeuropreo”, lui che conosce la tradizione orale dalla sua terra d’origine, ma ha incontrato la recitazione quando era dentro. Sulle note di musiche evocative, ha permesso ai presenti di cogliere con precisione lo stridore di alcuni contrasti, come nella poesia Bianco/Nero: “sono l’ombra nera della tua pelle bianca…”. Ed è tutto detto.

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Poesia, sapori, sorrisi e applausi. Coi vini della Tenuta Garetto, sponsor della serata insieme all’azienda vitivinicola Bava Cocchi  e alle carni de La Granda. E con i premi in palio alla lotteria benefica: le vignette autografe di Gianni Chiostri, le belle borsette in stoffa riciclata della Cooperativa Papili, che si occupa del reinserimento lavorativo delle donne detenute nella Casa Circondariale “Lorusso e Cutugno” di Torino, le fotografie di Davide Dutto, le shopper e le t-shirt Sapori Reclusi realizzate sempre nella Casa Circondariale “Lorusso e Cutugno” da Extraliberi  e le prelibate piade di FrescoPiada, ditta di piadine artigianali di Rimini. Tutti amici che sostengono la voce di chi difficilmente trova gli spazi, la forza o l’occasione di ‘dire le parole’, col loro significato più vero e sincero.

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Tra le labbra di tutti i presenti, forse, da oggi la parola ‘galera’ avrà un suono nuovo.

Chiara Avidano

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