Questa mostra itinerante parte dal lavoro di reportage realizzato dal fotografo Davide Dutto con lo scrittore Michele Marziani presso il carcere di Fossano nel 2005, da cui nacque il libro “Il Gambero Nero: Ricette dal carcere”. Successivamente a fotografia e testi è stata unita la cucina d’autore, nei vari workshop foto-gastronomico sviluppatosi nelle case circondariali di Alessandria tra il 2009 e il 2012. Qui il fotografo, assieme ad un gruppo di cuochi stellati, ha sperimentato varie forme di comunicazione con l’intenzione di unire mondi abitualmente percepiti come estremi e lontani.

Da questa idea infine è nata l’associazione Sapori Reclusi la cui mission è, appunto, quella di favorire il dialogo tra gruppi che si trovano distanti nella società. Le fotografie aprono una finestra tra le mura del carcere, permettendo alla realtà di evadere e agli uomini di incontrarsi faccia a faccia, magari attorno ad un tavolo. Il cibo, infatti, fa si che ciascuno si spogli dei propri ruoli e garantisce un dibattito sano e diretto. Cucinare permette di restare in contatto con le proprie radici, garantisce all’uomo di mantenere vivi i ricordi, la speranza, la dignità.

La mostra “Dal gambero Nero a Sapori Reclusi” è già stata esposta in alcuni dei ristoranti che hanno partecipato ai workshop foto-gastronomici ed è stata esposta nel carcere di Rebibbia a Roma, all’interno del salone internazionale del Gusto di Torino 2013, a Eataly Torino a cui hanno partecipato tutti i cuochi (Andrea Ribaldone, Davide Palluda, Ugo Alciati, Flavio Ghigo), al museo del Design di Torino, nella cantina del produttore di vino Paolo Scavino. La mostra ha anche fatto da sfondo al padiglione della regione Piemonte durante il Salone del Gusto di Torino 2010 e ad eventi di promozione delle realtà produttive del carcere a Verbania, sede della Banda Biscotti.